Quando si entra in fase elettorale tutti raccontano di fare tutela della professione. Spiace constatare che in Lombardia non è tutto oro quello che fanno luccicare, una maschera allegra a una situazione triste. L’impegno sulla tutela non può essere solo a parole, ma ci vuole lavoro e determinazione.
A fine novembre si voterà per rinnovare il consiglio regionale degli psicologi e, come spesso accade, tutte le forze in campo si ergono a paladini della tutela della professione dello psicologo. Peccato però che per essere efficaci e ottenere risultati concreti bisogna impegnarsi e prendere posizione di fronte a situazioni che non ci sono mai andate a genio:
Oggi abbiamo il gruppo che si presenta sotto la sigla molto originale di “professione psicologo”, capitanato dal duo Bettiga & Parolin che proclamano la centralità della tutela. Avendo loro diretto l’ordine in questi 5 anni, chissà quanto impegno avranno profuso in queste attività.
Appena insediati, “Professione Psicologo” manda in pensione la “Carta Etica” delle scuole di psicoterapia voluta e creata da AltraPsicologia. La “carta”, che aveva fatto arrabbiare alcune scuole di specializzazione in psicoterapia, tra le altre cose suddivideva molto bene tra scuole che formano anche counselor non psicologi e quelle che, invece, tutelano la professione insegnando ai soli psicologi. E questo è solo l’inizio.
Instaurata la Commissione Tutela presso l’ordine viene presto abbandonata a se stessa. L’importante è raccontare che si è fatto qualcosa. AltraPsicologia insiste per avere un regolamento ufficiale della commissione, che però diventa un regolamento che pone tutto nelle mani del presidente. Peccato poi che il Presidente Bettiga non si vede mai in questa commissione. Prendiamo l’ultimo anno, 17 sedute della commissione tutela, 3 presenze del Presidente (ovviamente non per tutta la riunione, quello credo sia capitato una sola volta mentre le altre 2 volte era presente giusto all’inizio dei lavori). Le altre cariche che dirigono l’ordine? Il vicepresidente Mazzucchelli, il segretario Parolin o il Tesoriere Longo non si sono mai visti. Nessun problema, tanto non abbiamo mai sentito un ragionamento sulla tutela della professione in 5 anni di consiglio, non ci aspettavamo chissà quale contributo.
Ma non finisce qui. La commissione deve portare i casi in consiglio e relazionare due volte l’anno. Tanto è l’interesse dell’ordine Lombardia che ci si dimentica di questo passaggio.
Possiamo aggiungere altri dettagli. Ad esempio, i bilanci preventivi assegnano una quota marginale alla tutela, ne ho già parlato qui, nonostante i ripetuti richiami di AltraPsicologia. La conseguenza è che la commissione tutela è ferma a istruire i casi di sospetto abuso professionale senza avere la possibilità di progettare altre azioni per tutelare la professione.
mentre l’ordine del Lazio, gestito da AltraPsicologia, è sempre presente. Ma forse è meglio così, ricordiamo infatti che quando il Presidente dell’ordine Lombardia faceva le veci del Presidente nazionale al tavolo UNI sui counselor ha votato astenuto all’avanzamento della norma e non contrario, mentre tutta AltraPsicologia era contraria alle decisioni che venivano prese per normare la figura del counselor non psicologo.
Infine, sembra uno scherzo ma la parola “tutela” è proprio la prima dell’impegno del gruppo capitanato proprio da Parolin. Si vede che la tutela è tornata di moda per attirare voti.
Come AltraPsicologia siamo sempre stati impegnati a tutelare e valorizzare la psicologia, portando le nostre istanze a tutti i tavoli necessari.
Rimanendo solo agli ultimi anni ecco alcuni esempi:
Sono necessarie commissioni tutela in ogni ordine, dargli risorse per poter coinvolgere tutto il consiglio dell’ordine e che, oltre a gestire le segnalazioni di abuso, siano anche capaci di un piano di comunicazione al cittadino e in grado di dialogare con le istituzioni.
Ci vuole fermezza con chi, ignorante della professione dello psicologo, forma counselor non psicologi. Bisogna mettere in atto modalità capaci di fermare il business della vendita di certificazioni pseudo psicologiche, non abbiamo bisogno di persone che “sono anche un po’ psicologo”.
Per dare valore alla psicologia e tutelare della professione, diffida dalle parole politiche e credi nei fatti di AltraPsicologia.
Si vede che gli psicologi non sono molto diversi dai politici.
Una volta arrivati al potere coltivano il proprio orticello.
Dalla creazione degli ordini ho potuto verificare che Altra Psicologia sia stata l’unica associazione capaci di rappresentarci veramente.
E mi auguro che continui cosi.
Grazie.